A cosa serve Strava - La Mia Prima Granfondo
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A cosa serve Strava

Ma Strava serve a chi va in bici? Sì, no, forse. Ognuno ha la sua opinione, e ci mancherebbe. Io parto da questa domanda: Strava migliora la mia esperienza durante l’allenamento e nel dopo uscita? Per rispondere, come prima cosa è necessario capire che cosa Strava possa fare e, in secondo luogo, come ciascuno lo possa utilizzare. E allora vediamo quali sono le funzioni di Strava a disposizione di chi scarica l’app sul cellulare o si crea un account sul computer.

Strava usato al posto del computerino

Non hai sensori di velocità e non hai il computerino o ciclocomputer che dir si voglia? Ti scarichi Strava sul cellulare (Android o iOS) e lo usi come ricevitore GPS. Quando esci in bici, basta far partire la sessione e la app registra il percorso su mappa, con tanto di distanza, tempo impiegato, velocità massima, eccetera. Se poi hai un cardiofrequenzimetro Bluetooth compatibile, la app si può collegare e registrare anche i dati inviati da questo.

Quali sono i vantaggi di questo utilizzo? In primo luogo ti ritrovi una app che fa il lavoro di un ciclocomputer a costo zero, basta scaricarla gratuitamente sullo smartphone. Al massimo puoi pensare di dedicare qualche euro all’acquisto del supporto per fissare il cellulare al manubrio della bici. Per quanto riguarda gli svantaggi, invece, chi lo ha usato mi dice che consuma abbastanza la batteria del cellulare. In secondo luogo, la rilevazione del GPS non è precisa come quella del sensore di velocità: basti pensare alle zone nelle quali il segnale GPS è debole e può essere perso per lunghi tratti dei quali non avrai traccia.

Ovviamente, anche se usi Strava in questo modo, niente ti impedisce di usare il tuo account anche sul computer, utilizzando tutte le funzioni che puoi leggere qui sotto.

Sensore per la misurazione della cadenza di pedalata

Strava sul computer

Se hai un computerino compatibile – praticamente tutti quelli recenti – puoi usare Strava per tenere traccia delle tue uscite. In questo caso non serve nemmeno scaricare una app, basta collegarsi al sito e registrarsi con la propria mail o con il proprio account Facebook o Google. Quando hai un account Strava, lo colleghi al software del tuo computerino e, da questo momento in poi, quando sincronizzi il computerino dopo l’uscita, i dati vengono passati automaticamente anche a Strava. OK, ma come posso usare questi dati in modo “diverso”, visto che comunque li ho già sulla app del mio computerino? In vari modi, in effetti, vediamoli.

  • Community. Strava è un po’ il social degli sportivi, anzi di alcuni sport. Puoi condividere le tue uscite e ricevere o assegnare kudos, che poi altro non sono che i like di Facebook. I tuoi amici di Strava possono vedere le tue uscite, tranne quelle che hai scelto di rendere private, e confrontare i tempi sugli stessi percorsi. Anzi, c’è una funzione, Flyby, che ti permette di vedere la posizione tua e di altri atleti su una mappa in un dato momento lungo gli stessi percorsi. Utilissimo quando vai a rivedere le granfondo e confronti la tua prestazione con quella dei compagni di squadra.
  • Club. Puoi iscriverti a un club esistente o crearne uno. Strava aggiorna costantemente la distanza, il dislivello, la media e il numero di uscite di tutti i partecipanti e crea classifiche settimanali.  A cosa serve? A prendersi in giro, prima di tutto, e se sei molto competitivo a capire se i tuoi amici/avversari sono più o meno allentai di te!
  • Sfide. Sono obiettivi, predisposti dal team di Strava, che devono essere raggiunti entro una specifica data. Per esempio, io ho aderito al May Cycling Climbing Challenge: nel solo mese di maggio il dislivello totale delle mie uscite deve essere di almeno 7.500 metri. Per ogni sfida c’è una classifica, aggiornata costantemente, che include tutti gli atleti che hanno raccolto il guanto. Anche troppi: pensa che io al momento sono in 62.465a posizione, e precedo più di 100.000 atleti! Onestamente, ho provato le Sfide per curiosità, ma non mi sembrano l’aspetto fondamentale di Strava.
  • Confronto con il campione. Ci sono parecchi ciclisti professionisti che caricano su Strava i loro allenamenti e le loro gare. Non ci credi? Prova a digitare Vincenzo Nibali nella casella di ricerca… e poi tenta un improponibile confronto se avete percorso uno stesso pezzetto di strada almeno una volta. E come si fa il confronto?
  • Con i segmenti, secondo me l’aspetto più caratteristico e l’idea veramente geniale di chi ha creato Strava. I segmenti sono tratti di strada che qualunque atleta può creare per evidenziare una parte di percorso che ritiene particolarmente interessante. Se percorri quel tratto di strada vieni inserito nella classifica di segmento – a meno che tu scelga di rendere privato l’allenamento – che viene aggiornata costantemente. Se non ti interessa confrontarti con gli altri, puoi farlo con te stesso, confrontando le tue prestazioni e  valutando il tuo stato di forma, uscita dopo uscita. Ripeto, trovo che i segmenti siano un’ottima idea, il problema è il numero di segmenti esistenti. Su un’uscita anche solo di 50-60 chilometri è facile trovare anche 25-30 segmenti, la maggior parte dei quali non hanno alcun senso se non, forse, per chi li ha creati. Pensa che lungo il percorso che faccio spesso io ci sono segmenti di 120 metri! È vero che possono essere nascosti, ma è un’operazione noiosa che va fatta per ogni singolo segmento.

Dettaglio di un segmento di Strava

Strava Premium

Benché Strava sia totalmente gratuito, alcune sue funzioni sono riservate agli utenti Premium. Cito la possibilità di stabilire obiettivi personali, impostare piani di allenamento basati sulle proprie esigenze, visualizzare video per l’allenamento indoor sui rulli, creare una heatmap (mappa con tutti le aree del mondo visitate durante gli allenamenti); di recente è stata introdotta anche la possibilità di impostare alcuni segmenti come preferiti e vedere i dati relativi sul proprio ciclocomputer compatibile in tempo reale. Al momento, un anno di abbonamento costa 60 euro.

I pro e i contro di Strava

Riassumendo, a mio avviso i pregi principali di Strava sono i seguenti:

  • la possibilità di disporre di un computerino gratuito per la bici, semplicemente scaricando la app sul proprio smartphone;
  • i segmenti sono davvero divertenti ed è comodo poter paragonare le proprie prestazioni nel tempo per verificare i miglioramenti;
  • la community, e in particolare i club, per fare gruppo e condividere con altri le proprie uscite e le proprie soddisfazioni.

Sempre secondo me, invece, i principali difetti sono sostanzialmente due:

  • non esiste una funzione per esportare le proprie uscite in un formato come Excel, per disporre di dati come i chilometri percorsi, il tempo, il dislivello, la frequenza cardiaca media, in modo da poterli confrontare, usare Excel per calcolare medie, massimi, somme per l’attività dell’anno, eccetera;
  • la gestione dei segmenti avrebbe potuto essere diversa, proponendo per esempio la possibilità a ogni utente di selezionare solo alcuni segmenti per non perdersi nella marea di segmenti creati da tutti gli utenti, invece di costringerlo a nascondere uno per uno quelli che non gli interessano.

Strava serve?

In definitiva, Strava serve o è soltanto utile? La mia conclusione è che sia indispensabile per chi non ha un ciclocomputer: con le tracce ricavate dal GPS la app è in grado di fornirti i dati essenziali delle tue uscite, magari non precisi al centimetro ma sufficienti a qualsiasi granfondista. Viceversa, se hai il tuo ciclocomputer puoi vivere anche senza Strava, però ti perdi una parte del divertimento del dopo uscita, soprattutto per la parte social. In definitiva, è gratuito, provarlo quindi richiede solo il tempo necessario a scaricare l’app o configurare l’utenza, e imparare le funzioni principali.

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Mi chiamo Alessandro aka adsoul. Non sono: un medico sportivo, un biomeccanico, un preparatore atletico. Sono: una persona che va in bici da tanto tempo e ama raccontare le sue esperienze, sperando di aiutare chi legge a godersi ancora di più quella meravigliosa compagna che è la bici.

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