Usare il rapportone è bello, inutile negarlo. Gli esperti hanno un bel dire che è meglio la pedalata agile perché affatica meno la gamba, ma vuoi mettere l’ebbrezza del “padellone”? È solo con il rapporto lungo che puoi raggiungere le velocità massime per le tue capacità. In questo post ti spiegherò quando e perché ti conviene usare il rapportone.

Cos’è il rapporto lungo

Il rapporto lungo è quello che si usa in discesa, ovviamente, ma anche in pianura, soprattutto quando si spinge al massimo. È la combinazione tra la corona anteriore più grande (normalmente quella a 53 o 54 denti o, nel caso di guarnitura compact, 50), e il pignone posteriore più piccolo o uno dei più piccoli, e qui la varietà è ancora maggiore, ma per semplicità limitiamo il campo a pignoni a 11, 12 o 13 denti. Lo sviluppo, o la distanza che si percorre con una pedalata, è dato dal numero dei denti della corona diviso il numero dei denti del pignone per la circonferenza della ruota in metri. Per calcolare la circonferenza della ruota, puoi fare riferimento a una delle tante tabelle che trovi su Internet, per esempio questa. Se vuoi fare un calcolo più preciso, però, devi farti aiutare. Sali sulla bici, posiziona la ruota con la valvola in corrispondenza del terreno e fai un giro completo della ruota utilizzando la valvola come riferimento. La distanza percorsa equivale alla circonferenza della ruota. In questo modo avrai una misura che tiene conto dello schiacciamento della ruota dovuto al tuo peso. Per dirla tutta, però, secondo me è assolutamente sufficiente usare la distanza che si ricava dalla misura impressa sul copertoncino.

Copertoncino 700x25c
Sul copertoncino è impressa la dimensione della ruota

Facciamo qualche esempio

Nella tabella che segue trovi qualche esempio di sviluppo metrico, basato sulla circonferenza della mia ruota, che ho poi modificata in base al mio peso e portato a 2,105 metri. Se vuoi una tabella più completa, puoi registrarti al mio blog e ti invierò un file Excel che potrai facilmente modificare con la circonferenza della tua ruota, per ottenere lo sviluppo metrico dei rapporti che hai montato.

RapportoSviluppo metrico
54×138,74 m
53×129,30 m
50×119,57 m
39×253,28 m
34×282,56 m

Quali sono i rapporti lunghi

Qualsiasi rapporto che ha uno sviluppo metrico da 8 metri in su comincia a essere impegnativo da spingere. Cosa vuol dire? Molto semplicemente, che “paghi” il maggiore sviluppo con una maggiore fatica. Se così non fosse, si userebbero sempre rapporti lunghi, ti pare? Facciamo un esempio: se chi ti precede usa un rapporto da 8 metri e tu uno da 7, a 90 pedalate al minuto ti staccherai molto in fretta. Solo che la pedalata del tuo amico è più dura, fa più fatica a spingere sui pedali. Per cui, se il vostro livello è simile, farà più fatica di te a far fare un giro completo alle pedivelle e impiegherà più tempo. Tu potrai quindi mantenere il suo ritmo con una cadenza di pedalata maggiore anche se il rapporto che stai usando “fa meno metri”.

Ma chi fa più fatica?

Bella domanda! Attualmente si tende a preferire l’uso dei rapporti più agili, perché “appesantiscono meno la gamba”. Devi sapere che a ogni pedalata corrisponde una contrazione muscolare, e al muscolo contratto affluisce meno sangue e quindi meno ossigeno. Però, se hai una cadenza di pedalata alta, i muscoli delle gambe restano meno contratti e per meno tempo, così che la diminuzione di afflusso sanguigno è inferiore. Al contrario, usando rapporti molto lunghi per tanto tempo, ai muscoli arriva meno sangue, e alla lunga la gamba diventa dura, fa male e arrivano i crampi. D’altro canto, quando la cadenza di pedalata è alta, aumenta anche la frequenza cardiaca e questo finisce per causare una sensazione di fatica generale, e ti costringe a rallentare. Ti sembra che non se ne esca? Tranquillo, la soluzione c’è: basta conoscersi. Non esiste una risposta valida per tutti, semplicemente perché ogni ciclista è diverso dagli altri e addirittura da se stesso, poiché la sua forma varia nell’arco del tempo. Devi quindi trovare la soluzione che sia ideale per te in quel dato momento, il compromesso che ti permette di usare il rapporto più lungo possibile, senza appesantire troppo le gambe. Io per esempio tendo a pedalare a 90 ppm (pedalate per minuto), ma nel mio gruppo tanti preferiscono usare rapporti più lunghi a cadenze inferiori. L’esperienza (e le cotte!) ti aiuteranno a capire cosa è meglio per te.

Gruppo impegnato
Image by suloka from Pixabay

Vabbè ma quindi il rapportone non lo posso usare mai?

Certo che lo puoi usare, anzi certe volte lo dovrai usare. Prova a pensare al tuo gruppo che pedala vicino ai 40 km/h. Se hai la compact, con un agile 50×18 dovrai pedalare a 110 ppm per restare con loro. Dopo pochi minuti ti ritroverai irrimediabilmente staccato. Con un 50×14, invece, ti “basteranno” 90 ppm. In altre parole, per fare velocità in pianura devi usare rapporti lunghi. Ma pensa anche ad altri scenari. Per esempio, una granfondo in cui ti trovi il vento in faccia e mancano una decina di chilometri alla prossima salita. Se sei solo, dovrai lasciare sulla strada tante tante energie per mantenere una velocità accettabile. Meglio allora accodarsi a un gruppo, anche se tira un po’ troppo forte per te: restando con loro farai fatica, ma sprecherai meno energie e risparmierai un sacco di tempo. Ovviamente sarai a tutta o quasi e ti servirà il rapporto lungo. E i finali di allenamento? Hai presente quando si scatena la bagarre, tutti danno quello che gli è rimasto e hanno in mente solo di arrivare a casa presto e sedersi davanti a un bel piatto di pasta? Be’ ricorda che vai in bici per divertirti, quindi anche tu, butta giù il rapportone e dacci dentro pancia a terra!

E Bartali e Coppi?

Hai mai visto i filmati del dopoguerra, con i corridori che ondeggiavano sulle biciclette e sembravano arrancare a fatica? Ma anche quelli degli anni Settanta, con Merckx e Gimondi che spingevano a cadenze di pedalata davvero basse rispetto ai nostri tempi? Be’, c’è un motivo, anzi più di uno. Le condizioni delle strade e la lunghezza delle corse mettevano a dura prova quelle gambe e quei polmoni. Ma soprattutto, i cambi che si usavano allora non erano efficienti come i nostri, e si poteva montare un numero di rapporti molto minore. Il pacco pignoni di Coppi nel ’49 aveva 5 rapporti e la moltiplica montava il 47 e il 50, due corone molto simili, perché il cambio non era in grado di “tirare su” la catena quando il dislivello era tanto. Morale, dovevano sempre usare rapporti che a noi sembrano durissimi. Ecco perché sembra che vadano piano e stiano “morendo”, ma andavano, oh se andavano!

Adesso ti è più chiaro come usare il rapportone? Tu lo usi spesso o preferisci l’agilità? In ogni caso, ricordarti di registrarti a questo blog se vuoi scaricare il file con lo sviluppo metrico dei vari rapporti.