Hai presente quelle mega maratone con migliaia di partecipanti che sciamano per le vie e sui ponti di Boston, Londra, New York, Roma? Metti tutti questi atleti in bici e ottieni una granfondo! Sì, le granfondo possono essere veramente paragonate alle maratone: a entrambe partecipano migliaia di atleti, alcuni con spirito agonistico, altri per il gusto di partecipare, osservare i panorami e stare in mezzo a persone che condividono la stessa passione. La granfondo nasce in Italia nel 1971, quando 17 amici (non è un errore, erano davvero solo in 17) decidono di affrontare quel percorso di 200 chilometri circa, che poi diventerà la regina delle granfondo: la Nove Colli. È quindi una manifestazione tipicamente italiana, anche se poi si è diffusa in tantissimi paesi. Da noi, è regolata dalla Federazione Ciclistica Italiana, che stabilisce caratteristiche del percorso, requisiti dei partecipanti, norme sulla stesura delle classifiche e tanto altro ancora.

Granfondo e mediofondo: i percorsi

Il percorso di una granfondo deve avere una lunghezza superiore a 120 chilometri. Nella stessa manifestazione può essere previsto un percorso più breve, detto mediofondo, compreso tra 81 e 120 chilometri. È sempre ammessa una tolleranza pari al 10% in più o in meno su queste distanze. Facciamo l’esempio della Marcialonga Cycling: chi sceglie il percorso di 80 km sceglie la medio fondo, che è inferiore a 81 chilometri ma nella tolleranza del meno 10% prevista dal regolamento. Il percorso lungo, di 135 km, è perfettamente nei limiti imposti dalla federazione per le granfondo, essendo superiore a 120 chilometri. Infine va detto che alcune manifestazioni riservano un terzo percorso, inferiore a 80 km, ai ciclosportivi.

La partenza delle granfondo è una partenza di massa, vale a dire che tutti i partecipanti prendono il via contemporaneamente, dalla griglia di partenza, o più semplicemente griglia e basta. Nelle manifestazioni più affollate i ciclisti sono divisi in più griglie, griglia 1, griglia 2 e via dicendo, e l’organizzazione può prevedere brevi intervalli di tempo, 3-5 minuti, tra la partenza di una griglia e quella successiva. L’area di partenza è ben delimitata da transenne: quando ti avvicini al via, fai attenzione alla segnaletica che ti indica dove devi andare, di solito in base al tuo numero di pettorale. Se sbagli, e ti infili in una griglia sbagliata, può essere complicato uscirne per spostarsi in quella che ti è stata assegnata originariamente.

In griglia

Personale e veicoli lungo il percorso

L’organizzazione della gara deve coordinare un numero non piccolo di persone e mezzi che contribuiscono al buon esito della manifestazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di volontari, altri invece sono professionisti che svolgono il loro lavoro abituale. In ogni caso, sono persone che stanno lavorando di domenica per noi, meritano il nostro rispetto anche quando chiedono cose che possono apparire – ma quasi mai lo sono – illogiche e incomprensibili. Ecco un elenco delle tipologie di addetti con le quali noi granfondisti abbiamo più spesso a che fare.

  • Incroci e punti pericolosi del percorso devono essere presidiati da personale dell’organizzazione, che deve arrestare il traffico veicolare e, al contempo, indicare la strada corretta ai partecipanti.
  • In corsa ci sono auto e moto per la giuria e per il personale sanitario, che dispone anche di autoambulanze. Nel corso delle mie prime granfondo, mi è capitato di sentire dei clacson alle mie spalle e di arrabbiarmi non poco, salvo poi scoprire che erano mezzi ufficiali che legittimamente chiedevano strada per raggiungere un punto nel quale erano richiesti.
  • Sul percorso ci sono anche le due vetture che aprono e chiudono la corsa con l’indicazione di inizio e fine gara ciclistica. I ciclisti che sono stati superati da quest’ultima devono rigorosamente seguire il codice della strada.
  • L’auto di fine manifestazione è ancora più indietro di quella di fine gara ed è già considerata “fuori corsa”, quindi i ciclisti devono regolarsi di conseguenza. Al suo passaggio il personale può rimuovere presidi, segnalazioni e riavviare il traffico.
  • Le moto denominate scorta tecnica aiutano i granfondisti con il traffico e sono importantissime per intervenire in caso di incidente. Ho visto con i miei occhi due moto prestare soccorso a un ciclista che era caduto, in un tempo così breve che io non ho fatto nemmeno in tempo a percorrere una rotonda  per tornare al punto della caduta e prestare soccorso!
  • Infine, ultima risorsa per il granfondista in crisi profonda, i camion ramazza, destinati a raccogliere chi non riuscirà a raggiungere il traguardo con la sua bici.

Gruppo con camion ramazza

Punti importanti del percorso

Anche se non ti piace studiare, prima della partenza ti consiglio caldamente di guardarti le cartine preparate dall’organizzazione e fissarti bene nella mente almeno dove si trovano i punti di assistenza meccanica e i ristori.

Il regolamento prevede che nessun concorrente possa farsi fornire assistenza meccanica da mezzi privati, e la ragione è facile a comprendersi: pensa il caos e il rischio se ci fossero anche solo un centinaio di granfondisti con le macchine delle loro squadre al seguito o piazzate in punti prestabiliti lungo il percorso. Però prevede anche che sia “… severamente vietata l’assistenza meccanica […] fra concorrenti. E, onestamente, questo lo capisco meno: se io foro, il mio amico, con il quale ho pensato di fare tutta la granfondo, deve andarsene per i fatti suoi oppure sedersi a guardarmi mentre cambio la camera d’aria, invece di aiutarmi a ripartire prima! Ti sembra sensato? A me francamente no. Anzi, mi sembra una norma talmente inutile che sono convinto che sotto questo punto di vista le giurie chiudano non uno, ma due occhi. Comunque, sempre il regolamento stabilisce che “In caso di necessità, i partecipanti dovranno ricorrere a quella [l’assistenza meccanica] eventualmente fornita dall’organizzazione o provvedere autonomamente alle riparazioni”. Ai punti di assistenza troverai meccanici esperti, gente che, salvo danni gravissimi, in 10 minuti ti sistema il cambio e ti mette in condizioni di finire la granfondo. Un’unica avvertenza: porta con te un po’ di soldi perché l’assistenza è gratuita ma i ricambi sono a carico del partecipante, quindi se, per esempio, hai un taglio profondo nel copertoncino, devi pagare quello nuovo.

È anche previsto l’obbligo di un punto di rifornimento di alimenti liquidi e/o solidi ogni 50 chilometri, più uno all’arrivo, e comunque di almeno 2 per le mediofondo e 3 per le granfondo. La mia opinione è che ognuno debba avere con se almeno un minimo di barrette e zuccheri in caso di necessità (prevenzione di crisi di fame, ristoro poco attrezzato o già “saccheggiato” dai primi), però ai ristori mi fermo sempre, non fosse altro che per riempire la borraccia di acqua o sali. Cerchiamo poi sempre di rispettare gli appelli dell’organizzazione e di non buttare per strada i contenitori di quello che assumiamo, al limite mettiamo in tasca e liberiamocene al primo ristoro dove c’è sempre un punto di raccolta dei rifiuti.

Personalmente, di granfondo organizzate bene ne ho viste parecchie, di organizzate male, francamente pochine. Tu invece come la pensi? Se vuoi dirci qual è stata la granfondo meglio e quella peggio organizzate, tra quelle alle quali hai partecipato, lasciaci un commento.