È quasi matematico: c’è una serie di errori che i granfondisti agli esordi commettono. Non c’è nulla di cui vergognarsi, si chiama semplicemente inesperienza. Sono assolutamente sicuro che tu, che stai leggendo, ti riconoscerai in queste righe, perché almeno uno di questi errori alla prima, alla seconda o alla terza granfondo della tua vita lo hai fatto! Scommettiamo?

L’abbigliamento

Da ragazzino avevo deciso di partecipare alla Stramilano, una corsa non competitiva di 22 km per le strade della mia città. Ho convinto mio padre che, per un evento così importante, avevo assolutamente bisogno di un paio di scarpe da corsa nuove e, appena le ho comprate, cosa ho fatto? Le ho messe da parte, in modo che il “giorno fatidico” fossero ancora nuove e lucidissime. Risultato: la Stramilano l’ho finita con i piedi letteralmente coperti di piaghe e di sangue. Un errore clamoroso che però mi è servito: da allora nelle uscite lunghe, o comunque “importanti”, e a maggior ragione nelle granfondo, non indosso più nulla che non abbia già ampiamente testato. Tu puoi comprare la maglia, il pantaloncino o lo scarpino migliori del mondo ma non sai mai come va a te, fin quando non ci hai “pedalato dentro” un po’. Quindi i capi di abbigliamento vanno provati, lavati e riprovati, e se – e solo se – è tutto OK, possono essere indossati durante la granfondo. Gli scarpini vanno provati con vari calzini prima di indossarli in gara. E certe parti dell’abbigliamento, come pantaloncino, maglia intima, il già citato scarpino, i guantini, devono ricevere un’attenzione ancora maggiore.
Piatto di pasta

L’alimentazione

È un fatto noto che i professionisti al mattino mangiano pasta. Ovviamente, ho pensato, se lo fanno loro che sanno bene quello che devono fare, è giusto che lo faccia anch’io prima della granfondo. Errore! In primo luogo loro sono abituati, in secondo luogo noi granfondisti la colazione la facciamo alle 5 di mattina, se non prima, quando l’organismo è tutt’altro che ben disposto verso un abbondante piatto di rigatoni. Fatta questa premessa, devo ammettere che nei Lenti e Contenti, il mio gruppo, sono in diversi a scegliere la pasta prima della granfondo e nessuno va più piano per questo motivo. Evidentemente, l’organismo di chi fa questa scelta è abituato e ne trae vantaggi in termini energetici. Del resto, se gli alberghi servono la pasta al mattino della gara significa che è molto richiesta. Quindi, se anche tu vuoi la tua porzione di spaghetti all’olio, benissimo. Non fare l’errore però di sperimentare questa soluzione prima della gara, fai qualche prova prima, per esempio fatti la pasta 2 o 3 volte prima di allenamenti particolarmente lunghi e impegnativi. Se ti trovi bene, puoi fare colazione con la pasta anche prima della granfondo. Altrimenti, che alternative ci sono? Io, per esempio, preferisco seguire un’altra regola: dai al tuo fisico quello che si aspetta. Di norma mangio pane e marmellata? Faccio lo stesso il mattino della granfondo. Il mio organismo dovrà già fare molta fatica nell’arco della giornata, perché fargliene fare anche a colazione? Al massimo, mangio un po’ di più del normale, ma proprio un po’. Personalmente, aggiungo alla normale colazione una bustina di Enervit Pre Sport a fine pasto, oltre a una seconda bustina in griglia o comunque una mezz’oretta prima della partenza. Parliamoci chiaro: il sapore e le consistenza sono tutt’altro che da ristorante di lusso, anzi… però mi danno una sensazione di “pieno di energia”, senza farmi sentire appesantito, per almeno un paio di ore di granfondo e questo compensa ampiamente il gusto. Naturalmente è una soluzione che ho provato a fondo prima di farla diventare la mia colazione pre-granfondo standard.

La posizione in sella

Un assioma dei “vecchi ciclisti” era: mai spostare nulla prima di una gara, nemmeno di pochi millimetri. E i vecchi ciclisti ne sapevano davvero tanto! Morale: se devi alzare o avanzare la sella, se devi spostare le leve dei freni o le tacchette delle scarpette, non farlo prima di una granfondo. Fai le modifiche che vuoi, esci per un allenamento e valuta se ti sei trovato meglio (difficile la prima volta, il fisico non è abituato alla nuova posizione e deve ancora adattarsi, meglio fare 2 o 3 uscite nel nuovo assetto) o no. Perché queste modifiche non vanno fatte prima della gara? Perché è in gara che lo sforzo è massimale e il nostro fisico è messo alle corde, meglio non aggiungere anche le difficoltà create dalla nuova posizione, pena la possibilità di dolori articolari o crampi, e comunque una sensazione diffusa di disagio e di difficoltà nel guidare la bici proprio quando sei in mezzo a un gruppo folto e devi stare attento a tutto.

Salita Novecolli 2015

Partire troppo forte significa pagarla poi, spesso quando le pendenze si fanno importanti.

La distribuzione dello sforzo

E ora il mio punto preferito: non “sparare” tutto subito! Non hai idea di quanti ciclisti io veda partire come se il traguardo fosse subito dietro la prossima curva, dei veri “leoni” che però sono destinati a spegnersi alla distanza. È proprio quello che ho visto succedere all’ultima granfondo di Milano: sulle salite o comunque negli ultimi chilometri, chi si è saputo gestire meglio avrà la soddisfazione di raggiungere tanti granfondisti che non potranno far altro che accodarsi o addirittura staccarsi, perché di forze non ne sono rimaste proprio più. Intendiamoci, capisco perfettamente chi parte sparato, vuoi per l’entusiasmo, vuoi per rimanere con gli amici meglio allenati. Ma secondo me ti diverti di più se riesci a fare tutta la granfondo conservando un po’ di energie, mentre se gli ultimi chilometri diventano un calvario e non riesci a pensare ad altro che a “trascinarti” fino allo striscione del traguardo, il divertimento dov’è?

Punto di ristoro a una granfondo

Mangiare e bere, due cose da non trascurare mai! Non è necessario caricarsi di tutto, ai rifornimenti si trova quasi sempre quello che serve.

La smania del risultato

Parti con l’idea di “fare il tempo”, ma poi l’idea si trasforma in ossessione. Ti dimentichi di guardarti intorno, di goderti il panorama, di scambiare quattro parole con gli occasionali compagni di gruppetto? Questa, per me, è un po’ l’essenza della granfondo, ma capisco – e naturalmente è giusto così – che ognuno abbia proprie priorità e obiettivi. Nessun problema.  Ma resta il fatto che l’inseguimento del risultato “a tutti i costi” può portarti a commettere degli errori. Sei in un gruppo che va forte e non vuoi perdere le ruote, quindi tieni duro, ma certo non hai il tempo di mangiare e magari nemmeno di bere. Poi comincia la salita e, si sa, in salita mangiare è difficile. Scollini e ti butti in discesa. Mangiare non se ne parla. A questo punto, è magari passata un’oretta e cominci a sentire il bisogno di reintegrare, ma probabilmente è troppo tardi: un vecchio modo di dire del ciclismo ammonisce che, se senti lo stimolo della fame o della sete, è troppo tardi, dovevi mangiare prima! In definitiva, cosa voglio dirti? Solo che capisco perfettamente se il tuo obiettivo è il risultato, ma non dimenticarti di soddisfare quelle che definirei le esigenze primarie del ciclista: mangiare, bere, coprirsi quando fa freddo, scoprirsi quando la temperatura si alza o prima di iniziare una salita. Se non altro perché, se ti prende una crisi di fame o di freddo, la paghi sia in termini di sofferenza che di cronometro!

Anche tu hai commesso un errore di questi oppure ti sei “inventato” un errore tutto tuo? Lascia un commento per raccontarci la tua esperienza.