Potrei sintetizzare l’importanza del gruppo con una semplice constatazione. Nel giugno 2014 il mio rapporto con la bici era piuttosto logoro. In una sola frase: mi annoiavo a uscire in bici. Ma è stato proprio in quei giorni che ho incontrato, sulla strada, i Lenti e Contenti. Mi ha colpito la maglia della squadra, con questo nome così “fuori dal coro” e il simbolo: una tartaruga con la lingua penzoloni! Le prime uscite con le Tortugas, come ci definiamo noi Lenti e Contenti, hanno cambiato completamente il mio punto di vista. Tornavo a divertirmi, ad aver voglia di pedalare e anche a soddisfare il mio spirito agonistico.

In gruppo si pedala e si ride

I gruppi non sono tutti uguali. Nella zona di Milano sono celebri “i manetta” che devono il nome al fatto che vanno sempre al massimo (a manetta, appunto). Altrettanto famosi e molto numerosi sono i Brontolo Bike, che si rifanno ad Andrea Noè, ex professionista di buonissimo livello. “Il Genova”, ufficialmente S.C. Genova 1913 è un gruppo storico, tanto che ha ormai superato il secolo di vita! L’elenco potrebbe continuare ma la cosa importante è capire che, qualunque sia il livello di prestazione o le esigenze, esiste sempre un gruppo adatto. Noi Lenti e Contenti, per esempio, anteponiamo all’agonismo un po’ di sana goliardia e tanto buon senso. La dimostrazione è il nostro decalogo.

  1. Siamo Cicloturisti, non amatori o agonisti.
  2. Chi ci pedala a fianco non è un avversario da battere, ma un compagno di viaggio.
  3. Il fiato serve anche a ridere e scherzare, non solo per spingere sui pedali.
  4. Quando si esce, si parte e si torna tutti insieme: se una Tartaruga è in difficoltà la si aspetta.
  5. Mai tornare pesando meno della partenza.
  6. Non prendiamoci mai troppo sul serio: un po’ di sana ironia e goliardia sono gli ingredienti che rendono più piacevoli le uscite e lo stare insieme.
  7. La borraccia si riempie solo al rubinetto o alle fontanelle e la nostra benzina è pane e salame.
  8. Il rispetto del codice della strada è la miglior garanzia per la nostra sicurezza.
  9. Le macchine e gli automobilisti non sono dei nemici: reazioni con gesti di intolleranza, rabbia o peggio ancora volgari, non aggiungono niente alla nostra sicurezza ma dequalificano solo chi li fa e tutto il gruppo cui appartiene.
  10. Il rispetto dell’ambiente in cui ci muoviamo è parte integrante dello stare bene pedalando in compagnia: si va dal non buttare le carte a terra al saluto alle persone che incontriamo lungo la strada.

Il punto 3 è la conferma di quanto in gruppo si possa anche scherzare, almeno quando non si pedala a tutta.

In gruppo si fa meno fatica

È scontato quanto volete, ma il gioco delle scie esiste da quando esiste il ciclismo e, stando a ruota, si risparmia un bel po’ di energie. C’è chi ha quantificato il risparmio energetico addirittura in un 30-40%. A me sembra francamente eccessivo, anche perché le variabili da considerare sono tante: per esempio, si risparmia di più a velocità maggiori e non tutti (e certo non io) viaggiano spesso intorno ai 50 km/h; il vantaggio della scia è tanto maggiore quanto più si sta vicino alla ruota che precede ma vale la pena di rischiare “limando” le ruote? Non siamo professionisti, non siamo in gara e, ricordiamolo sempre, il nostro scopo principale è divertirci. Resta però il fatto che, a ruota, la sensazione di minore fatica è immediata. Due piccoli consigli: ricordate che quando si sta a ruota, e comunque in mezzo a un gruppo, l’attenzione deve essere alta; e, se possibile, scegliete la ruota di qualcuno un po’ “oversize”! In ogni gruppo c’è qualcuno che “sposta” più aria, aumentando il beneficio della scia. Ovviamente, però, queste sono anche le ruote più contese!

In gruppo si chiacchiera

Anche scambiare quattro parole aiuta a sentire meno la fatica e in gruppo non è difficile trovare chi ha voglia di parlare. Anzi, dirò di più: spesso in gruppo si stringono amicizie. Ho conosciuto in bicicletta persone che sono diventati amici con i quali condividere momenti belli e brutti, o persone che ho imparato a stimare. Una sola avvertenza: va bene chiacchierare e distrarsi di tanto in tanto, ma, per la nostra e l’altrui sicurezza, bisogna sempre ricordare che non siamo gli unici utenti della strada. Si legge troppo spesso di incidenti che coinvolgono ciclisti e, anche soltanto a tutela della nostra salute, ricordiamoci sempre di rispettare il codice della strada e, soprattutto, di usare il buon senso.

In gruppo ci sono più motivazioni

Fa freddo, fa caldo, insomma non ho voglia di uscire. Quante volte da solo, se non c’è una motivazione “importante”, non sono uscito, inventandomi scuse più o meno banali. Ma se c’è un gruppo, se c’è un appuntamento, è molto più facile battere la pigrizia, almeno per non deludere gli altri. E spesso è il gruppo che trascina e spinge a fare cose che normalmente non si farebbero. Come partecipare a una Granfondo!

E tu cosa ne pensi? Mi piacerebbe se aggiungessi un commento e ci parlassi del tuo gruppo.