Expo pre gara Novecolli 2015
Manifestazioni

La mia prima Novecolli: la vigilia

Sabato 23 maggio 2015: finalmente si parte, domani corro la mia prima Novecolli. In effetti, è più corretto dire che corro la prima granfondo della mia vita. Normalmente sono abbastanza emotivo, ma, con mia sorpresa, parto tranquillo. Sarà che mi porto dietro moglie e figlio che mi trasmettono serenità e mi aiutano a mettere le cose in una giusta prospettiva (vado a divertirmi, non a giocarmi l’oro olimpico!), saranno le sicurezze che mi da il gruppo, amici che qualche granfondo sul groppone ce l’hanno già, ma le gambe non mi tremano, non do in smanie, e tutto sommato ragiono in maniera abbastanza lucida.

L’incidente

Nemmeno poi troppo lucida! Quando ci fermiamo a un autogrill dimentico di avere la bici sul tetto dell’auto, mi infilo sotto a una tettoia e… rompo la leva del cambio. E adesso? Scoprirò, arrivato a Cesenatico, quanta solidarietà c’è fra noi ciclisti. Tutti si fanno in quattro per aiutarmi – e non manca un bel po’ di ironia sulle mie capacità di guida, naturalmente. Ma l’intervento risolutore è di un personaggio conosciuto a chiunque si interessi di ciclismo: Massimo Boglia. Ex ciclista professionista, è uno dei volti più noti di Bike Channel, e quando non è impegnato a registrare qualche programma aiuta il padre, ottimo pistard degli anni ’60 nel negozio di biciclette Colnago a Corbetta, hinterland milanese. Conosco Massimo superficialmente perché molti Lenti e Contenti hanno comprato la bici nel suo negozio e perché qualche volta abbiamo avuto la fortuna di averlo come ospite alle nostre riunioni. Insomma, io so bene chi è lui, ma non penso che lui si ricordi la mia faccia, visto che è molto ricercato e incontra un numero spropositato di persone. Eppure, appena gli spiego il mio problema, prende cacciavite e martello e mi mette in condizioni di partire. Non lo ringrazierò mai abbastanza, è anche merito suo se il giorno dopo vivrò grandi emozioni.

Fiera pregara Novecolli 2015
Il giorno prima della granfondo, si passeggia tra gli stand

Si va in fiera!

Qualsiasi granfondo ha il suo giorno di vigilia nel quale marchi noti e non del settore espongono, presso aree attrezzate, i loro prodotti. Questi Expo, normalmente, sono proporzionali alla grandezza della manifestazione e, di conseguenza, quello legato alla Novecolli è enorme, dato che l’evento richiama 13-14.000 ciclisti con relativi accompagnatori. Sistemata la bici è inevitabile passarci, voglio godermi, e come me gli altri Lenti e Contenti, ogni singolo evento della mia prima granfondo. In effetti, anche questa diventerà una tradizione, anzi io consiglio a chiunque vada a fare una granfondo, di arrivare qualche ora prima il giorno di vigilia, naturalmente se gli impegni lo consentono. Visitare gli stand è divertente, si vedono prodotti e si offrono servizi che non possono che ingolosire gli appassionati, ci si rilassa con gli amici, si incontrano persone, si entra in clima gara e, con la testa, si stacca dalla routine quotidiana: credimi, ne vale la pena.

Riunione serale Novecolli 2015
Distribuzione pacchi gara e consigli per il giorno dopo.

La riunione “tattica” della vigilia

Siamo una squadra seria, abbiamo le nostre tradizioni. Naturalmente scegliamo un albergo come base e, famiglie o no, la sera si cena, se non tutti allo stesso tavolo, almeno a tavoli vicini. Ma dopo cena, una cena che non è esattamente quella consigliata dai dietologi per rendere al meglio il giorno dopo, ci si riunisce per stabilire la “tattica” del giorno dopo. Non è una tattica particolarmente complessa: facciamo 2 gruppi, uno di gente che “va forte” e il secondo con tutti gli altri, quelli che vogliono solo “portare a casa il risultato”, insomma arrivare al traguardo in bicicletta e non con il carro scopa! Inutile dire che io faccio parte del secondo gruppo. Ascolto molto per cercare di ricavare il più possibile dall’esperienza di chi non è all’esordio assoluto. Il messaggio che mi arriva, forte e chiaro, è: cerchiamo di stare il più uniti possibile. Perché per gente come noi, che non ha alcuna ambizione di “risultato”, l’importante è divertirsi, ed è ovvio che ci divertiamo di più se stiamo tutti insieme.

Numero gara Novecolli 2015Il mio primo pacco gara

E poi arriva il momento che ti fa capire che stai davvero per partecipare a una granfondo. Il nostro segretario, ironico nome in codice Grimpeur visto che il fisico non è proprio quello di un Gaul o di un Pantani, e il nostro presidente Relax, che in un’ipotetica olimpiade degli uomini più impegnati del globo salirebbe sul podio ma, miracolosamente, riesce sempre a essere tranquillo e sorridente, in qualche modo trovano sempre il tempo per ritirare i pacchi gara di tutti i Lenti e Contenti e la distribuzione è un momento importante. Ricevo il primo numero di gara della mia vita! Ascolto le spiegazioni su come spillare il numero sulla maglia senza coprire il nome della squadra o il mio soprannome, che è stampato sul retro della maglia stessa. Salgo in camera e attacco il numero sul manubrio con le apposite fascette. E poi ci sono borracce, maglietta della Novecolli, creme riscaldanti, riviste di settore, pubblicità di hotel… mamma mia, ragazzi, domani si parte!

Il mio allenamento

Tutto sommato ho dormito bene, anche se mi sono svegliato prestissimo. Già perché il momento si avvicina e adesso sì che sento tensione e ansia. Se penso a come sono arrivato a questa prima esperienza, un po’ di brividi mi vengono. È vero che farò il percorso medio, 135 chilometri con “solo” 4 salite, e non certo i 200 chilometri con tutti e 9 i colli. Ma è anche vero che, da gennaio, sono uscito in bici solo 21 volte e ho percorso solo 1.575 chilometri, mai più di 116 in una volta sola. Che ne so di come reagirò negli ultimi 20-25 chilometri? E poi non ho mai fatto una granfondo in precedenza, solo una randonnée che mi è servita, perché ho fatto un sacco di errori che non ripeterò. L’unico aspetto positivo è che nelle gambe ho già 11.000 metri di dislivello, percorsi nel Pavese, su Ghisallo e Colma di Sormano, in Brianza, insomma le classiche salite di noi milanesi, ma anche nell’astigiano. Come faccio a ricordamele tutte? Semplicemente perché, da sempre, tengo un diario delle mie uscite, annoto chilometri, tempi, ma anche cose successe a me e ai miei compagni, impressioni, situazioni che mi hanno colpito. Forse sono un pericoloso monomaniaco, ma mi diverto e credo sia anche molto utile: ve ne parlerò. Ma torniamo al dislivello percorso in salita: a me sembra tanto o almeno sufficiente, ma sono certo che, se un granfondista di livello legge queste cifre, mi consiglia di tornare subito a letto e non pensarci nemmeno. Io invece mi alzo dal letto e guardo fuori. Piove, ma non “un po’”… piove proprio tanto. E se tornassi sul serio a letto?
Per fortuna a letto non ci sono tornato, anzi mi sono divertito tantissimo, e settimana prossima ti racconterò in dettaglio come è andata, intanto se vuoi puoi lasciare un commento raccontando la tua vigilia di granfondo. Ma puoi anche fare una riflessione: se io, con il mio allenamento che, come ti ho detto, è poco più che casuale, con così pochi chilometri percorsi, sono partito e sono pure arrivato, forse non serve poi avere alle spalle chissà quale preparazione, ma solo entusiasmo e passione per togliersi la soddisfazione di iscrivere il proprio nome tra i partecipanti a una granfondo.

Mi chiamo Alessandro, sono nato nel '64 e vivo a Milano. Amo il ciclismo da sempre e da un po' di anni ho ricominciato ad andare in bici con regolarità. Da 3 anni faccio parte dei Lenti e Contenti, una squadra la cui filosofia è tutta nel nome. Vi racconto le mie uscite in bici, le mie granfondo e cerco di darvi consigli utili, basandomi sulla mia esperienza più che sulla teoria.

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