Letizia Borghesi in fuga
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Letizia Borghesi: squalificata per una borraccia

Immaginate la situazione: mancano una trentina di chilometri al traguardo e lei è nel gruppo di testa. Lei ha 22 anni e ha intorno tipe come Annemiek Van Vleuten che poi vincerà, la maglia iridata Anna Van Der Breggen, quella tricolore di Elisa Longo-Borghini, l’icona assoluta del ciclismo femminile Marianne Vos. Non si può dire che sia lucidissima perché sta dando tutto per rimanere con cotante avversarie. Poi le si avvicina un giudice e le dice: «Hai lanciato la borraccia fuori dalla zona consentita, sei squalificata». Buio in sala, fine dell’avventura e fine del sogno.

Letizia Borghesi si sfoga con un post

“Lei” è Letizia Borghesi, e non l’ha presa benissimo. Anche perché non è che stia correndo la strapaesana di Borgosalamadonna, no, sta correndo il Giro delle Fiandre. Insomma, il giorno dopo usa i social per raccontare questo episodio, la squalifica, la multa (pesante, pesantissima per una ragazza che fa ciclismo e guadagna proprio pochino), la sua rabbia. È proprio tramite il suo post che sono venuto a conoscenza della squalifica. È un post che non può non colpire, si sente forte la delusione, la rabbia, ma anche l’educazione. Niente male in quanto a personalità. E ho chiesto a Letizia di fare quattro chiacchiere, a distanza di un po’ di tempo dal fattaccio, per rivedere la vicenda con più freddezza. Ne è venuto fuori un video, questo:

Video intervista con Letizia Borghesi

Ma l’UCI a cosa pensa?

«C’è un regolamento, c’è una trasgressione, c’è una sanzione. Qual è il problema?» Così devono aver pensato i signori che dirigono il ciclismo mondiale. Ineccepibile? Be’ che sia giusto tenere le strade pulite è fuori di dubbio. Ma sono le borracce che le sporcano? Quelle stesse borracce che restano per terra giusto il tempo di essere intascate da tifosi che le considerano un cimelio. Il problema non è stato sollevato solo da Letizia Borghesi, ma anche dai corridori che si sono mossi tramite le loro associazioni per chiedere una modifica del regolamento. Risultato? Richieste respinte. Ma i corridori non sono i protagonisti assoluti di questo spettacolo che è il ciclismo e non dovrebbero esserne la componente più ascoltata? E preoccuparsi della loro sicurezza (penso al pubblico sulle salite ma soprattutto alle transenne per gli arrivi in volata che cambieranno sì, ma solo nel 2022) non è prioritario rispetto alla gestione delle borracce?

La tappa al Giro Rosa

Nel video non si parla solo della borraccia. Letizia Borghesi racconta anche la tappa vinta al Giro del 2019, dopo 2 anni di carestia assoluta per le atlete italiane. Parla della sua determinazione di quel giorno e della filosofia dei piccoli passi, che l’ha accompagnata nel passaggio alla categoria Elite. Io mi sono divertito ad ascoltarla e secondo me ne vale la pena.


I diritti dell’immagine di apertura sono di Eurosport e GCN.

Mi chiamo Alessandro, sono nato nel '64 e vivo a Milano. Amo il ciclismo da sempre e da un po' di anni ho ricominciato ad andare in bici con regolarità. Da 3 anni faccio parte dei Lenti e Contenti, una squadra la cui filosofia è tutta nel nome. Vi racconto le mie uscite in bici, le mie granfondo e cerco di darvi consigli utili, basandomi sulla mia esperienza più che sulla teoria.

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