Novecolli 2018: che personaggi! | La Mia Prima Granfondo
Novecolli 2018 in griglia
Manifestazioni

Novecolli 2018: che personaggi!

Domenica scorsa ero a Cesenatico per partecipare alla mia terza Novecolli. Alla partenza della “regina”, c’era il dream team con Ivan Basso, Purito Rodriguez, Yuri Chechi, Antonio Rossi e altri, c’era Mario Cipollini, c’era Paolo Bettini, c’era una gran quantità di nomi ben conosciuti e di un certo peso. Ma i personaggi che ho incontrato – o solo sfiorato – io, erano forse meno noti ma non certo meno interessanti.

Rino, ovvero il “vecio”

Quest’anno sono in griglia gialla e l’unico dei Lenti e Contenti che parte con me è Rino. Uno solo, ma buono, perché Rino ha 75 anni e va ancora decisamente forte. Ha detto che questa è l’ultima Novecolli della sua “carriera”, poi non appenderà la bici al chiodo, ma con le granfondo ha chiuso, quindi a me spetta l’onore di fargli compagnia per quella che sarà la sua ultima volta. In partenza si fanno sempre un sacco di buoni propositi e noi non siamo da meno, determinati a rimanere insieme il più a lungo possibile. E infatti… pronti via, alla prima rotonda Rino mi dice “stiamo sulla destra”, solo che lui sta sulla sinistra e… bum, sparito. Ci rivedremo più o meno a metà del Ciola, dopo una settantina di chilometri, poi ognuno per sé fino in cima al Barbotto (dove il mio richiestissimo compagno di viaggio verrà intervistato dallo speaker) e da lì in poi insieme fino alla linea di arrivo. Alla partenza mi ero ripromesso di fare da gregario al grande “vecio” e spero di aver portato a termine in maniera decorosa il mio compito. Anche a lui l’esperienza non deve essere poi dispiaciuta tanto se è vero che ha mandato una foto con le medaglie conquistate da finisher della Novecolli e la didascalia “in attesa della prossima”… e tanti saluti ai propositi di “ritiro”.

L’untore, ovvero il seminatore di chiodi

Non è detto che tutti i personaggi debbano essere per forza positivi e certo questo non lo è. Lungo la salita di Pieve di Rivoschio ho visto un’autentica ecatombe di camere d’aria. Non era una sfortunata coincidenza, ma il risultato del gesto di uno o più untori che hanno disseminato chiodi lungo la strada. Ora, io capisco che 13.000 ciclisti tutti in una volta a qualcuno possano dare fastidio, vuoi perché bloccano le strade, vuoi perché fanno rumore, o magari solo perché i ciclisti gli stanno antipatici. Ma da qui a seminare chiodi ce ne passa, anche senza tirare in ballo i benefici economici che la Novecolli – o, per la verità, qualsiasi granfondo – portano agli abitanti di una città e di quelle vicine, e quindi presumibilmente anche al misterioso untore. Senza contare che forare può essere pericoloso e infatti salendo a Pieve di Rivoschio ho visto in diverse occasioni il personale sanitario soccorrere qualche granfondista caduto.  Certo, è possibile che non ci fosse astio nel gesto dell’untore, ma che pensasse solo di fare uno scherzo, ma se così fosse ci troveremmo di fronte a uno dei “burloni” meno divertenti degli ultimi secoli. E se, come ho sentito dire a un granfondista che, nonostante tutto, non aveva perso il buonumore, fosse stata tutta opera di un rivenditore di camere d’aria e tubolari al quale girano male gli affari?

Drago al traguardo della Novecolli 2018 con Fanalino
Drago sulla destra, al traguardo con Fanalino, un altro Lento e Contento

Drago, ovvero il trapianto è vita

Sul Ciola, terza salita di giornata, ho incontrato anche un’altra persona che è a tutti gli effetti uno dei Lenti e Contenti, ma che domenica indossava un’altra maglia, quella della nazionale italiana dei trapiantati. Sì, perché Drago è un trapiantato di rene e lo si vede spesso alle granfondo con i suoi compagni di nazionale. Sono personaggi dei più vari, uomini, donne, giovani e meno giovani, veloci e meno veloci, tutti però orgogliosi di quello che fanno. Da quest’anno Drago ha un motivo, piccolo ma grande, per essere ancora più orgoglioso. Questo motivi si chiama Mario e ha partecipato, dal suo passeggino, alla cena di chiusura dei Lenti e Contenti. E già che ci siamo, voglio cogliere l’occasione per chiedere pubblicamente scusa a Drago. E sì, perché sul Ciola gli ho promesso che lo avrei aspettato in cima e infatti l’ho aspettato per una decina di minuti. Ma Drago non ha proprio un fisico da scalatore e non arrivava, così, un po’ per la paura di raffreddarmi troppo, un po’ perché volevo raggiungere Rino, me ne sono andato. L’unica scusante è che sapevo che lo avrebbero accompagnato altri, però così non si fa. Perdonami Drago, ti devo una birra!

Lo strabico, ovvero occhio a destra

Da che mondo è mondo, se a una granfondo vai piano ti metti a destra e guardi i più forti sfilarti a sinistra. Non lo dico io, lo dicono in tanti e a me personalmente lo aveva consigliato Massimo Boglia, non esattamente l’ultimo arrivato. Però non sempre è così, perché qualche volta il “fenomeno” che decide di passarti a destra, anche se lo spazio non c’è, ti capita. E magari, prima ti dice “occhio a destra”, poi lo spazio se lo crea spingendoti un pochino con la manina. Caro amico fenomeno, a parte l’italica retorica del “tengo famiglia”, io domani devo andare al lavoro, e immagino anche tu, o magari devi studiare. Che ne dici se ci andiamo da sani entrambi? Tanto, per come eri messo, anche a botte di occhio a destra, potevi arrivare al massimo duemilacinquecentoventiduesimo. Ne vale davvero la pena?Il team Roccelletta Bike, da Catanzaro a Cesenatico in pullman

Roccelletta Bike, ovvero la passione arriva in pullman

E precisamente arriva da Catanzaro e zone limitrofe. Roccelletta Bike è il nome della loro squadra, li ho conosciuti perché ospiti del nostro stesso albergo. Sono arrivati venerdì con un grosso pullman, necessario per il trasporto di una ventina di granfondisti, alcuni con familiari al seguito, ma tutti con bici. Entusiasti e simpaticissimi, mi hanno raccontato di aver noleggiato il pullman con autista in modo da poter dormire durante il viaggio, anche perché a Cesenatico non hanno dormito molto, mi riferisce chi li ha visti fare le ore piccole. Forse non facevano vita da atleta (come me, del resto, in fondo ci siamo conosciuti a tavola), ma per me restano l’impersonificazione di quello che è una granfondo: una festa dove ci si ritrova per divertirsi e condividere una passione. Memorabile la loro maglietta che racconta, per immagini, l’evoluzione della nostra specie, da ominide a… ciclista! Mi resta solo il rammarico di non averli incontrati in corsa e di non aver assistito al loro arrivo in parata.

Eri a Cesenatico quest’anno e vuoi raccontarci i personaggi che hai incontrato tu? Lascia un commento qui sotto e, se questo post ti è sembrato interessante, condividilo su Twitter, Facebook o Google, o semplicemente metti un like: diffondere contenuti che consideri rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie!

 

Mi chiamo Alessandro, sono nato nel '64 e vivo a Milano. Amo il ciclismo da sempre e da un po' di anni ho ricominciato ad andare in bici con regolarità. Da 3 anni faccio parte dei Lenti e Contenti, una squadra la cui filosofia è tutta nel nome. Vi racconto le mie uscite in bici, le mie granfondo e cerco di darvi consigli utili, basandomi sulla mia esperienza più che sulla teoria.

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