Colle del Nivolet da Locana salita in bici da corsa - La Mia Prima Granfondo
Il Nivolet da Locana, come dire oltre 2.000 metri di dislivello e 40 chilometri di salita. Un bell'impegno per chi percorre in bici da corsa questa meravigliosa salita nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Colle del Nivolet da Locana

Regione: PiemonteProvincia: TO
Lunghezza: 40.3 kmDislivello: 2006 m
Pendenza media: 5%Pendenza massima: 18%
Affrontata l'ultima volta: luglio 2019Traccia GPX: Clicca per scaricarla
Altimetria Nivolet

La salita al Nivolet

Questa meravigliosa salita comincia a Locana, al bivio con via del Ponte, e termina al cartello del Passo. Dopo il valico si può procedere per altri 700 metri in Valle d’Aosta, percorrendo la discesa fino al rifugio Savoia dove finisce l’asfalto. Da qui in poi non è più possibile procedere con una bici da corsa.

La strada

Il Nivolet da Locana misura 40 chilometri e su un tratto di strada così lungo le condizioni sono estremamente varie. Il traffico può essere abbastanza fastidioso nella prima parte, diciamo fino a Ceresole Reale, ma poi diminuisce sensibilmente fino a sparire del tutto nella parte finale, almeno la domenica. In estate, infatti, dalla sbarra del lago Serrù al passo non possono transitare auto e moto e gli ultimi 6 km circa si fanno quindi in sicurezza.

Dopo Noasca e prima di Ceresole c’è una lunga galleria (circa 3,5 km). Per fortuna, in occasione del passaggio del Giro d’Italia del 2019, è stata riasfaltata la vecchia strada. Poco prima della galleria si devia a sinistra e si imbocca questa alternativa dalla quale, oltretutto, si gode di una vista magnifica su torrenti e montagne. Attenzione, però, perché questo è il primo tratto che mette davvero a dura prova le gambe con strappi al 16%. È comunque l’alternativa da preferirsi assolutamente e che è stata adottata nel tracciare questo percorso.

I bar per riempire le borracce non mancano, con l’esclusione del tratto finale: l’ultima possibilità di rifornirsi è a Chiapili.

Proprio a Chiapili di Sopra la strada viene chiusa da ottobre a maggio e quindi gli ultimi 12 chilometri, probabilmente i più belli, non sono percorribili.

I punti più importanti

Panoramicamente, questa salita mi è rimasta nel cuore. Non è un caso che a Ceresole Reale si entri nel Parco del Gran Paradiso, un’antica riserva di caccia dei Savoia che, evidentemente, sapevano scegliere molto bene le località per le vacanze. La vista degli ultimi due laghi che si incontrano salendo è a dir poco spettacolare. Infine, senza voler scomodare i paesaggi lunari del Mont Ventoux, con l’altitudine diminuisce la vegetazione e in vetta ci sono solo rocce e pietrisco: molto suggestivo.

Ricordiamoci però che siamo sempre a un’altezza considerevole: serve un minimo di pianificazione. Una mantellina per la discesa, la crema solare per i raggi che a 2.600 metri scottano e acqua, perché il percorso è quasi tutto battuto dal sole.

Dal punto di vista ciclistico, i passaggi più importanti sono 2: il tratto sostitutivo della galleria per le pendenze e gli ultimi 12 chilometri, superati Chiapili di Sopra e il rifugio Guido Muzio. Da qui in poi non ci sono centri abitati e, anche a causa della fatica accumulata nei tanti chilometri di salita già percorsi, la sensazione è quella dell'”adesso sì che si fa sul serio”.

Il commento

I primi 15 chilometri sono poco più di un falsopiano e anche successivamente ci sono parecchi tratti nei quali si può recuperare. Ma 40 chilometri sono davvero tanti ed è (anche) per questo che quando si arriva in vetta la soddisfazione è il sentimento principale. Prima però gli ostacoli da superare sono importanti. Consideriamone almeno 4:

  1. La salita al Nivolet è interminabile.
  2. La pendenza media inganna perché ci sono punte molto impegnative.
  3. L’altitudine e la rarefazione dell’ossigeno in vetta.
  4. Le condizioni atmosferiche: si può soffrire il caldo fino agli ultimi chilometri quando le temperature si abbassano e, soprattutto, è facile trovare un vento piuttosto forte (e contrario, naturalmente!).

In definitiva però questa è una salita che un ciclista “serio” dovrebbe percorrere almeno una volta, anche a costo di sobbarcarsi centinaia di chilometri in macchina per arrivare a Locana. L’unico difetto, se così vogliamo chiamarlo, è che il Nivolet non può essere inserito in alcun percorso e in cima (o comunque al Rifugio Savoia) non c’è alternativa a girare la bici e tornare da dove si è venuti.

Se anche tu hai fatto questa salita, puoi mandare le tue foto a info@lamiaprimagranfondo.it. Se vuoi puoi aggiungere a ogni immagine una breve didascalia e il tuo nome. Le foto di qualità sufficiente (larghezza almeno 1.200 pixel) verranno pubblicate in questa pagina.

Mi chiamo Alessandro aka adsoul. Non sono: un medico sportivo, un biomeccanico, un preparatore atletico. Sono: una persona che ama pedalare, leggere e scrivere. Così ho pensato di unire le tre cose, vado in bici, leggo e scrivo di bici, sperando di aiutare i visitatori di questo sito a godersi ancora di più la meravigliosa compagna a due ruote.

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