Il Monte Pora in bici da corsa - La Mia Prima Granfondo
Una salita lunga, regolare, dove nel 2008 Alberto Contador ha rischiato di perdere la maglia rosa. Insomma la salita al Monte Pora sembra perfetta da fare in bici. E invece non è così, per un paio di buoni (purtroppo) motivi.

Monte Pora in bici

Regione: LombardiaProvincia: BG
Lunghezza: 15.4 kmDislivello: 884 m
Pendenza media: 5.7%Pendenza massima: 12%
Affrontata l'ultima volta: settembre 2021Traccia GPX: Clicca per scaricarla

La salita al Monte Pora

Una salita di discreta lunghezza, abbastanza regolare e senza pendenze esagerate. Nel 2008 è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d’Italia che ha visto un evento rarissimo: Alberto Contador in difficoltà in salita, ma quella volta si scendeva dalla Presolana invece di salire dalla Val Seriana. Insomma sembrerebbe perfetta per le bici da strada e invece l’ascesa al Monte Pora non è molto frequentata dai cicloamatori. Credo che le ragioni siano principalmente due: la prima è il traffico che è spesso sostenuto. In cima si scia in inverno e si abitano le tante case costruite a Malga Alta in estate, ci si arriva tramite un’unica strada e quindi questa è frequentata. La seconda ragione è quest’unica strada. Quando finisce l’asfalto al cicloamatore stradista non resta altra soluzione che girare la bici e tornare indietro, altro che inserire questa salita in circuiti e giri ad anello!

Il percorso

Per questa salita ho scelto lo stesso punto di partenza dell’ascesa alla Presolana: il bivio tra la SP 671 e la SP 56 a Fino del Monte. In questo modo si evitano i centri abitati per i primi chilometri. Dopo ti toccherà attraversare i piccoli centri abitati di Castione e di Bratto, con relativi, fastidiosi semafori. Ti consiglio caldamente di seguire la mia traccia GPX e proseguire oltre Bratto fino al bivio con via Papa Giovanni XXIII che è di gran lunga la strada più lineare e meno trafficata per imboccare la salita al Monte Pora. Di solito si fa terminare la salita a Malga Alta, in corrispondenza con un enorme parcheggio con antenne e una bella vista panoramica. Io però preferisco procedere per un altro chilometro al 7% circa e fermarmi solo dove termina l’asfalto.
L’ultimo tratto di strada, da Dorga in poi, presenta un asfalto piuttosto disconnesso. Nessun problema a salire ma è necessario fare attenzione quando poi si scende.

Il primo tratto della salita è tutto al sole, e anche dal bivio in poi l’ombra non è così frequente: occhio quindi ad avere un paio di borracce piene, anche perché non ricordo di aver incontrato fontanelle lungo la strada, mentre nell’attraversamento dei vari paesini non mancano bar e pizzerie.

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I punti più importanti

È dopo aver sfiorato il paesino di Dorga, intorno al chilometro 8, che comincia il tratto più duro e, al tempo stesso, più godibile della salita al Monte Pora. È quello meno trafficato e con le pendenze maggiori che però raramente toccano la doppia cifra. Insomma pendenze belle regolari. È anche un tratto senza abitazioni, negozi o impianti di risalita: in questo punto mi ha sempre colpito la repentinità con la quale si passa dal pedalare in mezzo agli edifici al trovarsi prima nei boschi e poi con la parete rocciosa della montagna alla propria sinistra.

Il Monte Pora in bici in conclusione

È un peccato che questa salita non sia più frequentata da noi cicloamatori. Temo però che questa “trascuratezza” sia inevitabile per i due motivi che ho illustrato sopra. Chi volesse comunque salire al Monte Pora in bici da corsa non resterà deluso: personalmente la considero paragonabile al Valparola per lunghezza, pendenze e difficoltà. Suggerisco comunque di scalarla al mattino presto, quando il traffico è ancora relativo e magari non nel weekend. Meglio dotarsi anche di qualche indumento asciutto per la discesa: si arriva pur sempre a 1.500 metri e d’inverno può fare davvero freddo (parlo per esperienza diretta e infelice!). La salita non è da prendere troppo sottogamba, soprattutto perché stiamo parlando comunque di una discreta lunghezza: per affrontare 15 km all’insù è bene partire con un minimo di allenamento.


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Mi chiamo Alessandro aka adsoul. Non sono: un medico sportivo, un biomeccanico, un preparatore atletico. Sono: una persona che ama pedalare, leggere e scrivere. Così ho pensato di unire le tre cose, vado in bici, leggo e scrivo di bici, sperando di aiutare i visitatori di questo sito a godersi ancora di più la meravigliosa compagna a due ruote.

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