Passo Maloja salita in bici da corsa - La Mia Prima Granfondo
Trenta chilometri con pendenze da passisti e il veleno nella coda finale: due chilometri in doppia cifra. Ecco il Passo Maloja, si parte in Valchiavenna e si arriva in Svizzera.

Passo Maloja

Regione: LombardiaProvincia: Sondrio
Lunghezza: 31.9 kmDislivello: 1472 m
Pendenza media: 4.6%Pendenza massima: 13%
Affrontata l'ultima volta: luglio 2022Traccia GPX: Clicca per scaricarla
Altimetria Passo Maloja

La salita al passo Maloja

L’ascesa al passo Maloja comincia a Chiavenna, all’incrocio fra la strada principale e la stradina che porta al Santuario della Madonna di Loreto. Naturalmente la salita termina al cartello del passo. Lungo la strada ho inserito due deviazioni, una all’altezza di Bondo e l’altra a Vicosoprano. Servono a evitare una galleria e un tratto della strada principale particolarmente pericoloso. Come sempre, fai riferimento alla traccia GPX che puoi scaricare gratuitamente, cliccando sul link nella tabella prima dell’altimetria.

La strada

Fino all’inizio dei tornanti finali, la strada è larghissima e l’asfalto perfetto, nessun problema sotto questo punto di vista. Si restringe negli ultimi chilometri dove abbiamo trovato parecchi lavori sulla sede. Questo non costituisce una difficoltà per chi sale, ma chi scende da questo lato, proprio dove la discesa è più tecnica e ripida, dovrà fare particolare attenzione.

L’unica galleria che si incontra sul percorso, peraltro bella lunga, può essere facilmente aggirata con la deviazione a Bondo. Nemmeno riempire le borracce è un problema. In ognuno dei paesini che si incontrano c’è una fontana, quando non più di una. Al passo invece c’è un bagno pubblico: i rubinetti dei lavandini sono una soluzione poco elegante ma funzionale. Altrimenti i locali non mancano.

Discorso diverso per quanto riguarda il traffico. Io ho fatto il Maloja con altri 12 “lavoratori” in un giovedì lavorativo e il traffico è stato accettabile. Non è così, mi dicono, nel weekend quando diventa molto intenso tanto che sulle ultime, impegnative rampe le macchine sono spesso ferme in fila.

Scrivere questo post ci è costato tempo e impegno. Se ti è piaciuto o se lo hai trovato in qualche modo utile, puoi contribuire a far crescere La Mia Prima Granfondo condividendolo sui tuoi social. Grazie!

I punti più importanti

Cascate dell’Acquafraggia, diga dell’Albigna, le catene montuose della zona: dal punto di vista panoramico ce n’è per tutti i gusti. Il punto più importante e più noto dell’ascesa al Maloja è però rappresentato dai tornanti dei 2 chilometri finali. Sembrano appesi alla montagna, uno spettacolo davvero notevole. Sono anche il punto più significativo, ciclisticamente parlando, della salita perché la pendenza resta sempre in doppia cifra.

Dopo circa 10 chilometri si transita per la dogana. Noi non siamo stati fermati né all’andata né a ritorno e anzi i doganieri ci hanno salutati con simpatia. Mi dicono che in effetti i ciclisti non vengono quasi mai fermati. Quel “quasi” però fa molta differenza, il mio consiglio è di portarsi comunque carta d’identità o passaporto.

Il commento

Questa è decisamente una salita per passisti scalatori, gente che ha forza e fondo per far girare l gamba per tutti questi chilometri, meglio se in gruppo dove ci si può aiutare. La caratteristica più evidente della salita al Malojapass è la lunghezza. Oltre 30 chilometri all’insù non sono una distanza per tutti. È anche vero che i primi 28-29 chilometri sono molto pedalabili, con pendenze intorno al 4-5%, sia pure con alcuni strappetti più impegnativi. Servono quindi doti di fondo e la capacità di gestirsi bene per l’ora e mezza circa che impiegherà chi sale con una VAM intorno a 1.000. Anche perché la larghezza della strada, che è quasi sempre simile a una statale italiana, inganna e fa sembrare le pendenze inferiori a quanto non siano in realtà, con il rischio di spingere troppo e trovarsi senza energie sulle dure rampe finali che toccano il 13%. Arrivati al passo si può proseguire andando a costeggiare i due laghi di Sils e Silvaplana, fino a raggiungere Sankt Moritz, dopo circa 18 chilometri. Un aspetto curioso è che la strada resta sostanzialmente in piano, ossia dopo il passo non c’è discesa, contrariamente a quanto succede di solito.

Se anche tu hai fatto questa salita, puoi mandare le tue foto a info@lamiaprimagranfondo.it. Se vuoi puoi aggiungere a ogni immagine una breve didascalia e il tuo nome. Le foto di qualità sufficiente (larghezza almeno 1.200 pixel) verranno pubblicate in questa pagina.

Mi chiamo Alessandro aka adsoul. Non sono: un medico sportivo, un biomeccanico, un preparatore atletico. Sono: una persona che ama pedalare, leggere e scrivere. Così ho pensato di unire le tre cose, vado in bici, leggo e scrivo di bici, sperando di aiutare i visitatori di questo sito a godersi ancora di più la meravigliosa compagna a due ruote.

2 commenti

  • Alessandro (iskender)

    La descrizione è perfetta come sempre lo sono le tue descrizioni.
    Lo scorso anno sono salito con gli amici L & C fino al paese di Casaccia.
    È stata una bellissima occasione
    che mi è stata offerta di pedalare con tanti amici, xche altrimenti non avrei mai avuto l’ occasione di fare questa salita.

    • Alessandro

      Alessandro, salire a Casaccia alla tua età è semplicemente un’altre delle tante imprese che ti vedo compiere da quando ti conosco. Complimenti!

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