La Presolana in bici da corsa - La Mia Prima Granfondo
Nonostante semafori, paesi con strade strette ed emuli di Marc Márquez, sono da sempre innamorato di questa salita, non troppo dura, non troppo lunga ma "troppo" verde e a portata di mano.

Presolana in bici (Val Seriana)

Regione: LombardiaProvincia: BG
Lunghezza: 11 kmDislivello: 649 m
Pendenza media: 5.9%Pendenza massima: 9%
Affrontata l'ultima volta: agosto 2022Traccia GPX: Clicca per scaricarla
Altimetria Presolana dalla Val Seriana

La salita alla Presolana in bici

Salendo alla Presolana troverai tutte le cose che noi ciclisti odiamo: caldo (è quasi tutta esposta al sole), attraversamento di paesi, traffico, semafori… Eppure… eppure io amo questa salita da sempre. Sarà perché è la prima ascesa impegnativa che ho fatto in bici nella mia vita, sarà perché dopo le primissime volte l’ho sempre usata per misurare il mio stato di forma, ma mi piace percorrerla almeno un paio di volte all’anno. Faccio finta di non vedere i vigili di Castione che mi guardano male perché salto su e giù dal marciapiede nell’attraversamento del paese, macchine e moto che scambiano la strada per un autodromo e mi concentro su pedalata e Pizzo della Presolana, questo splendido massiccio delle Alpi Orobie.

Il percorso

La salita comincia al bivio tra la SP 671 e la SP 56 a Fino del Monte, al termine di una breve discesa. So bene che si tratta di una scelta originale. Molti fanno partire questa ascesa da Lovere, ma secondo me è una scelta che ha poco senso, perché si aggiungono una quindicina di chilometri, ben pochi dei quali sono davvero in salita. Un’altra alternativa è Rovetta, ma comporta il passaggio da due centri abitati con un acciottolato fastidioso. Preferisco quindi questo bivio che si trova proprio ai piedi della salita e fuori da ogni centro abitato e che può essere facilmente raggiunto sia arrivando da Clusone, sia salendo da Lovere. L’ascesa termina al cartello del passo, posto lungo il lato destro della strada, quindi nel senso di marcia per noi che saliamo dal lato della Val Seriana.

Tieni conto che la strada è quasi sempre esposta al sole, quindi d’estate fa molto caldo, anche perché l’altitudine non è esagerata. Al passo trovi una fontanella per rifornirti di acqua, oltre a diversi bar. Attenzione: l’ultima volta che sono salito la fontanella era più secca del deserto.

Fra il traffico e il caldo può essere una buona idea salire nelle prime ore del mattino.

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I punti più importanti

Il primo tratto di salita è abbastanza facile, c’è un breve strappetto all’inizio e uno subito prima del paese di Castione della Presolana. A Bratto, superato il semaforo che, ovviamente, è sempre rosso, comincia il tratto più duro che termina all’altezza di un curvone sulla sinistra dove è situato l’hotel Scanapà. Intendiamoci, non stiamo parlando di pendenze in doppia cifra, ma comunque si sale in maniera sensibile. Dopo il curvone si continua con qualche tornante ma, soprattutto, si entra nel tratto panoramicamente più bello. Vale la pena di guardarsi attorno, traffico permettendo.
L’ultimo chilometro è poco più di un falsopiano in mezzo a ristoranti, alberghi e impianti sciistici: siamo pur sempre in una delle zone turistiche storicamente più frequentate dai milanesi.

La Presolana in bici in conclusione

Stiamo parlando di una salita di 11 chilometri: non pochi ma nemmeno tantissimi, anche perché la pendenza media è al 6%, tratti durissimi non ce ne sono (tutt’altra cosa se si sale dal versante opposto) e, anzi, è possibile rifiatare in almeno tre punti. Insomma, questa è una salita che può essere percorsa da chiunque abbia un minimo di allenamento e per tutto l’anno. Ovviamente in inverno bisogna pensare a coprirsi per la discesa: siamo pur sempre a 1.300 metri di altitudine e a fianco alla strada si scia.

Un’altra salita nei pressi, anzi che condivide un pezzo di strada, è quella al Monte Pora, un po’ più dura. Comunque è facile inserire questa ascesa in percorsi: una volta scavallata si può scendere nella splendida e selvaggia Val di Scalve, superare Schilpario e salire al Vivione (occhio che non è aperto tutto l’anno, però) oppure scendere ad Angolo e Boario Terme, lungo percorsi bellissimi ma con l’handicap delle numerose gallerie o infine salire alla Croce di Salven.

Mi chiamo Alessandro aka adsoul. Non sono: un medico sportivo, un biomeccanico, un preparatore atletico. Sono: una persona che ama pedalare, leggere e scrivere. Così ho pensato di unire le tre cose, vado in bici, leggo e scrivo di bici, sperando di aiutare i visitatori di questo sito a godersi ancora di più la meravigliosa compagna a due ruote.

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