Panorama dal Nivolet
Impresa

Colle del Nivolet da Locana

Colle del Nivolet da Locana

Colle del Nivolet da Locana

La salita

Questa è una salita che presenta almeno tre diverse tipologie di difficoltà. In primo luogo è interminabile, 40 chilometri, anche se con tratti di recupero, sono tantissimi. In secondo luogo, porta a 2.600 metri, dove l’ossigeno è poco e molti soffriranno per questo aspetto. Infine, presenta alcuni strappi con pendenze davvero importanti: secondo l’altimetria del Giro, che lo ha affrontato per la prima volta nel 2019 e solo fino al Lago Serrù, la pendenza massima è del 14%, ma il mio Polar ha registrato anche tratti al 16%. Insomma, la fatica è davvero tanta, ma la soddisfazione alla fine è direttamente proporzionale. In più, i panorami sono incredibili, da estasi, non a caso ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Forse nemmeno sulle Dolomiti ho visto qualcosa di paragonabile.

La salita comincia a Locana, precisamente al bivio con via del Ponte, dove si trova un campeggio presso il quale i gentilissimi gestori ci hanno consentito di lasciare le auto e fare la doccia. L’inizio è blando e consente di scaldare la gamba. Il primo tratto duro si trova nei pressi di Noasca. All’uscita da questa frazione, comincia una galleria di oltre 3 chilometri. Consiglio fortemente di evitarla prendendo la deviazione sulla sinistra, e percorrere la strada asfaltata nel 2019 per il Giro: è bella, costeggia un torrente pittoresco, ma attenzione: le pendenze sono davvero durissime. Dopo l’abitato di Ceresole e il suo lago artificiale, si raggiungerà il lago Serrù, originato da una imponente diga. Vale la pena di sostare, per ammirare il panorama e prendere fiato: l’altitudine è già superiore a 2.200 metri e gli ultimi chilometri sono in ascesa continua e sempre più vicini ai 2.600. Al cartello del Passo si può ammirare il panorama, coprendosi bene perché spesso c’è vento forte (e contrario!) o proseguire qualche centinaio di metri fino al Rifugio Savoia.

D’estate i tratti esposti al sole sono lunghi ma danno fastidio fino a Ceresole, poi l’altitudine mitiga il calore. Purtroppo la strada è parecchio trafficata, almeno fino al Serrù; poi restano quasi solo bici e moto. Nei giorni festivi, dal lago in poi è chiusa al traffico motorizzato privato. Consiglio comunque di informarsi sempre prima di partire perché la strada è aperta, normalmente, solo da metà maggio a metà ottobre. Chiaramente non è una salita che possa essere affrontata a cuore leggero: servono allenamento e equipaggiamento adeguato: mantellina per la discesa, gel e zuccheri, oltre a tanti liquidi per la salita. È comunque possibile rifornirsi d’acqua, almeno fino al lago Serrù, presso numerosi bar.

Se anche tu hai fatto questa salita, scrivi nei commenti il tuo racconto. Scrivi quando l’hai fatta, quanto hai impiegato, quanto traffico hai trovato, com’era il tempo e racconta le tue impressioni.

Mi chiamo Alessandro, sono nato nel '64 e vivo a Milano. Amo il ciclismo da sempre e da un po' di anni ho ricominciato ad andare in bici con regolarità. Da 3 anni faccio parte dei Lenti e Contenti, una squadra la cui filosofia è tutta nel nome. Vi racconto le mie uscite in bici, le mie granfondo e cerco di darvi consigli utili, basandomi sulla mia esperienza più che sulla teoria.

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