Difficoltà:



Regione e provincia: Veneto (BL)
Lunghezza: 13.1 km
Dislivello: 990 m
Pendenza media: 7.56%
Pendenza massima: 16%
Traffico: medio
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Grafico Marmolada passo Fedaia
Marmolada passo Fedaia da Caprile

La salita

La Marmolada – passo Fedaia dal versante di Caprile è una salita che fa soffrire. Sicuramente per la lunghezza, ma soprattutto per le pendenze che, da Malga Ciapéla in poi, non danno tregua. A peggiorare le cose, la salita è quasi totalmente esposta e nelle giornate di sole il caldo sarà un avversario in più. Infine, come se tutto quello che precede non bastasse, la strada è molto larga e dritta, come vedremo, caratteristica che porta a sottovalutare la pendenza, con il risultato che si pensa di andare piano, ma è la salita a costringere a velocità a una sola cifra.
Detto questo, non ho alcun dubbio che valga la pena salire al Fedaia e per tanti motivi: perché ormai fa parte della storia del ciclismo, perché i panorami sono a dir poco spettacolari, perché dal punto di vista “sportivo” da grande soddisfazione l’impresa compiuta, perché al rifugio, dopo la faticaccia, si mangia con più gusto.

Consiglio di non farsi prendere troppo la mano nei primi chilometri, che sono piuttosto facili: le energia risparmiate serviranno nel finale. Io purtroppo non ho potuto passare dai Serrai di Sottoguda, che erano ancora chiusi dopo il disastro provocato dalla tempesta del 2018, e mi dispiace perché le immagini viste al Giro d’Italia parlano chiaro in merito alla spettacolarità di queste gole. Ho seguito la strada provinciale, leggermente più lunga e meno ripida.

Devo però dire che, dal punto di vista ciclistico, la vera Marmolada comincia a Malga Ciapéla con il suo famoso drizzone. Qui ti trovi davanti un lungo rettilineo con pendenza impressionanti: sul mio Polar V650 ho visto punte al 16% un paio di volte e al 15% anche più spesso. Al termine del drizzone, sulla destra c’è il famoso “Rifugio capanna Bill” e comincia un tratto di tornanti. Sarà perché ci si arriva finiti o perché comunque l’altitudine è già vicina ai 2.000 metri, ma a me sono sembrati duri quanto il tratto precedente, se non di più. Solo negli ultimi 100-200 metri prima del passo la strada spiana. Il passo infatti, è una sorta di pianoro lungo circa 2,5 km, che prosegue oltre un brevissimo tunnel. Sia che dobbiate girare la bici per tornare indietro, sia che dobbiate procedere verso Canazei, il mio consiglio e di arrivare ai due laghi Fedaia, uno di origine naturale, l’altro generato da una diga, per ammirare un panorama raro.

Il percorso tracciato nel file linkato a inizio scheda prende le mosse dal bivio tra la SP563 e la SP641, che è poi quella che porta al Fedaia. Arrivando a questo bivio da Salesei, si incontrano 3 gallerie, e altrettante se ne incontreranno poi nella salita. Non sono particolarmente pericolose, ma raccomando fortemente di avere luci anteriori e posteriori sulla bici. Lungo la salita ho visto solo una fontana per il rifornimento idrico, ma è possibile che me ne siano sfuggite altre, considerato che l’impegno era tutto nello spingere sui pedali. Io sono salito al Fedaia un lunedì di luglio e devo dire che il traffico automobilistico, nel primo tratto, è stato abbastanza fastidioso. Diminuisce drasticamente da Malga Ciapéla in poi, quando si incontrano quasi solo bici, tantissime bici.

In sintesi, il mio suggerimento è: allenatevi, se non avete la forma necessaria, attrezzatevi bene con acqua e luci, ma prima o poi scalate il Fedaia in bici: ne vale sicuramente la pena.

Se anche tu hai fatto questa salita, scrivi nei commenti il tuo racconto. Scrivi quando l’hai fatta, quanto hai impiegato, quanto traffico hai trovato, com’era il tempo e racconta le tue impressioni.

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